Poesie di Sidiva Fila

POESIA 1

Un punto all’orizzonte
una stella,
gelida bianca
disumana solitudine.

L’anima mia contempla il nulla e si consola,
nel vuoto di una giornata
senza senso.

Questo dolore che mi invade dentro è vita;
vita che nasce dall’intimo connubio
di un sorriso e di una lacrima
di chi ama e non trova nessuno.

Nessuno nel cuore è poesia,
poesia
magia che dilaga nella brezza di un vento leggero,

passeggero
nei meandri di luoghi sperduti,
dilagando nel mormorio di tanti singhiozzi
in un dolce duetto con una cicala.

Il pensiero che mi invade dentro
sulla carta prende forma
e si fa raggiungere da qualcuno
che del tempo non sa cosa fare
che si ferma tra sguardi smarriti
di una folla confusa e loquace.


Grida per sentire una voce e riscaldarsi il cuore
nel rumore del singolare grido,
un’attesa inutile gli riempie la bocca
di una risposta mai data e udita.

Si...!

una giornata gelida
come una stella nel cielo

sola
cerca compagnia.
Delusa si spegne al sopraggiungere del sole.

Almeno la luna mi fosse vicina
ma anch’essa cerca altri orizzonti.

Triste ironia ha per sorte
colui che la uccide di giorno è lo stesso che le dà vita di notte.

In questo alternarsi del tempo, di spazi e momenti
forse un dì
s’incontreranno in un cielo stellato di giorno
a giocare col sole
saziando la loro sete di magia.

Si è vero,
la vita
questo mistero che a tutti ci accomuna
ci sfugge dalle mani
ogni giorno nel suo cadere nel nulla...


Che sia il nascere di una nuova vita?

POESIA 2

Alto prezzo ho da pagare
per liberarti
Poesia.

Umanità devastata
da tante passioni
segnata.

Notti che sono giorni
giorni che sono notti

il dolore alimento
che scioglie le catene della tua prigionia.

Tu affaticata supplice
attende un raggio di sole
tra le grate di un arido cuore.

Arriva il giorno: il parto eminente
le acque stravolgono ogni ostacolo
e tu finalmente liberata
canta nel cuore di chi ti ascolta.

In cerca di un poeta
parti,
mi hai generata.
Anch’io vita ho da donare
a chi si avvicina
mi può trovare.

POESIA 3

Dove sei ti cerco ancora
dopo uno sguardo sepolto
nel mio cuore.

Tarlo è il tuo ricordo
corrode dentro e non risparmia
lascia il vuoto...
nulla ho con che colmarlo.

Come la nebbia fatta dal sole
dal sole distrutta nel sopraggiungere
il tuo possesso,
delizia mai raggiunta.

Vivere di fantasmi
accatastati nella mente
come un mucchio di lettere scritte e
mai spedite.

Quante parole avrei da dirti...
ma la mia bocca la loro tomba è divenuta
ingoiate prima di masticarle
riposano mute nel mio ventre.

Tu
ignaro del mio soffrire
dimentico del mio volto
procede il tuo vivere
come se io non vivessi.

Vivo per te e più non vivo
come un morto che ha perso la strada
smarrito continuo,
vivendo per non morire: da morto vivendo.

Sperare?
Inutile attesa

In me devo incontrare
quello che in te cercavo.

POESIA 4

Contemporaneità
sincronia

Desiderio radicato nell’animo
crudele consapevolezza dell’impossibile.

Ogni essere a sé costituito,
incomunicabile
ognuno avvolto dal proprio segreto
mistero.

Tanti uomini, tanti mondi
in infiniti spazi, tempi, modi….
Vivendo il medesimo tempo
in spazi totalmente diversi,
consumando la loro esistenza
nel silenzio di una esausta solitudine.

Dolorosa domanda
infinito tormento.
Quando?
Il tempo, lo spazio, i nostri limitati
confini corporei
cederanno il posto all’incommensurabile……

Essere uno
ove tutto e tutti
uno sono (e come potrebbe essere altrimenti?).

L’anima brama
l’utopico destino
diluendosi si consuma.
in un essere tutto
mentre ancora non è nessuno.

Vedo il cielo come forgia
infuocata
plasmando il destino dei più ostinati
riluttanti imbruttiti
in una infernale solitudine.

Di desiderio sono fatto
di un tempo che non è tempo
di illimitati spazi
etereo, fluttuare, eterno
vivendo uno con tutti.

Sotto lo stesso ombrello
cielo.

POESIA 5

Non è facile restare desti e
non rifugiarci nei propri sogni.
sono incubi piuttosto;
uccisori della vita.

Invece di stare qui con me stesso a farmi compagnia
in giro vado, perso
in cerca d’altro mi spengo.

Quanto più bevo l’acqua più mi diviene estranea e
ho sete.
Riempio lo stomaco di cose
senza cibo resto affamato.

Dove sei cosa desiderata?

Sei vera o ancora ti nascondi…
nella menzogna trovi riparo?
illudendo l’ignaro passante….proponendoti
sono io ciò che cercavi.

POESIA 6

Contenitore meraviglioso, corpo
di liquidi ed escrementi sei fatto;
sangue scorre nelle vene: come un fiume in piena
in un continuo passaggio, in sé ogni movimento contiene.

Anima
Celata in questo prezioso guscio
scrigno e mistero
riposa la vita.

Anima
Ignara di tanta dignità
ai suoi occhi nascosta
distratta consuma il tempo
nel suo vacuo diluire.

Ah! se capisse il dono...
se trattenesse almeno il respiro...
si accorgerebbe dell’augusto destino
destinata a un infinito futuro.

Ed i liquidi contiene
contenitore, tra vene e budelli percorre
corpo lascivo in cerca di prede (attende ansimante)
unire i sui fiumi
ai mari di chi si concede.

Ed in questo nefasto amplesso
il perdersi è consumato
non più di due è l’incontro
ma uno solo è appagato.

La schiuma delle onde
dichiara il loro degrado
di chi si perde per ottenere e rimane disperato
illuso di un possesso
consumato.

Ed il sole brilla, luce candida, calda
sopra i distesi cadaveri
intrisi di sabbia e nostalgia
di ritrovarsi ancora
ancora per perdersi nel nulla.

Incontro fatale, inesistente.

Triste dramma:
credere di conoscersi
perdendosi nell’altro.

L’altro così è mare tenebroso
che ingoia la sprovveduta vittima
senza assimilarla
sputa.

Fiumi tristi fiumi,
tristi sono
coloro che non possiedono il proprio cuore.